Il valore del design nel restyling di un hotel

Come progettare o ristrutturare la propria struttura sulla base del target a cui volete rivolgervi?

Quali gli errori da non fare, e quali gli stili migliori da adottare? Per iniziare a darvi alcuni suggerimenti, oggi ci facciamo aiutare da Elena Bozzini, architetto e fondatrice dello Studio Bozzini di Vigevano, con cui abbiamo collaborato al progetto dell’hotel Biancamaria di Milano.

Ecco la nostra intervista.

Quanto è importante usare il design come leva di fidelizzazione della clientela?

Il nostro studio lavora molto su Milano, e a Milano il design è fondamentale, anche rispetto ad altre grandi città. Lì il locale deve essere prima di tutto bello a livello estetico, oppure deve avere un valore come edificio storico o simbolico nell'immaginario collettivo.

Qual è il target a cui puntare oggi e come fare ad attirarlo?

Di sicuro il target preferito degli hotel oggi è quello dei Millennials, la generazione successiva ai Baby Boomers. Hanno delle esigenze molto diverse da quelle di chi li ha preceduti, e di conseguenza cambiano la rilevanza e il significato che hanno la camera da letto e gli spazi comuni di un hotel. La camera deve essere semplice, non serve che sia grande, ma iper tecnologica, e il letto è il complemento di arredo fondamentale. La camera per i Millenials, in estrema sintesi, è uno spazio funzionale per le attività legate al benessere (relax, riposo e cura di sé). Ecco quindi che ai ragazzi giovani non interessa avere uno scrittoio o un bell'armadio, anche perché spesso lavorano negli spazi comuni, che devono essere naturalmente dotati di wifi e aperti al pubblico, luoghi dove poter socializzare e condividere.

Quali sono le cose fondamentali per ristrutturare una camera dedicata a questo target?

I tre aspetti a cui puntare sono: la tecnologia, il letto, che deve essere molto bello e molto comodo, e il bagno. Il bagno ha ormai acquisito un’importanza pari a quella della camera.

E, invece, cosa cerca in un hotel una clientela over 50?

Vuole ancora un servizio di un certo tipo, più tradizionale: in camera vuole una bella televisione, una bella seduta comoda, chiede la colazione in camera. Tutti aspetti che, invece, ai giovani non interessano più.

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È possibile che una stessa struttura rispecchi le esigenze di tanti target diversi, come i Millennials e quello di una clientela più adulta?

È possibile, sì, sta tutto nella gestione dell’hotel. Se ad esempio integriamo una grande sala comune dotata di wi-fi e postazioni per lavorare, con un distributore di caffè e punti per ricaricare gli smartphone a un servizio più “tradizionale” per gli ospiti più adulti (come una sala colazione servita in orari molto flessibili, dalla mattina presto fino alla tarda mattinata, con la possibilità di ordinarla in camera), ecco che nello stesso hotel si troveranno bene entrambe le clientele. Alcuni si focalizzano solo su un target, altri si allargano a diversi tipi di clientela, e la scelta del design può andare incontro a entrambi.

Che cosa si può fare per rinnovare una stanza un po' “datata”?

Se ad esempio in una camera standard mettiamo una poltroncina e una lampada di design e la aggiorniamo con tecnologie in grado di creare esperienza, agli occhi del cliente la camera sembra già nuova.
Una poltroncina, da sola, dà il tocco di colore che noti subito entrando in camera, ed è molto più importante rispetto, ad esempio, all’armadio. È più importante che la seduta crei un ambiente particolare, un'atmosfera, che va oltre a sua funzione “standard” di farci sedere. Mentre una lampada led dimmerabile (in cui possiamo variare l'intensità della luce), piace non solo perché crea proprio l'atmosfera che desideriamo, ma anche perché è una tecnologia a risparmio energetico. O ancora, si possono inserire delle casse bluetooth impermeabili nella doccia, collegabili allo smartphone per ascoltare la musica.

Che tipo di materiali sono adatti agli arredi di una struttura ricettiva?

Le strutture ricettive, a causa del grande movimento e dal continuo ricambio di persone, hanno bisogno di arredi che agevolino gli addetti alle pulizie e che diano sempre ai clienti la sensazione di freschezza e pulizia. È fondamentale allora scegliere materiali ignifughi e facilmente lavabili (ad esempio velluti o scamosciati) e che non sembrino “di plastica”. Se rivesti un arredo di un materiale che si macchia subito e non si riesce a pulire bene, l’effetto, dopo poco tempo, è che tutta la camera sia trascurata.

Qual è l’errore più grande da non fare quando si progetta una struttura ricettiva?

Fare solo quello che piace a noi.

Non esiste il bello di per sé, l’hotel deve piacere (ed essere funzionale) soprattutto per gli ospiti. Bisogna sempre fare uno studio commerciale preliminare sul tipo di clientela a cui si vuole puntare.

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Qual è il design che dura nel tempo?

Di sicuro quello che non è troppo estremo, perché l’estremo stanca subito. Per un progetto commerciale che deve durare almeno dieci anni, è importante scegliere degli arredi piacevoli ma semplici, non troppo invasivi.
Per esempio questo ritorno che vediamo da un po’ di tempo alle sedie in stile Anni Quaranta e Cinquanta non è una moda passeggera, ma un gusto che rimarrà ancora per molto. L'art déco è un gusto destinato a rimanere perché è un design sobrio, delicato, che si abbina facilmente con altri stili, è “semplice” ma non nel senso di banale, è molto raffinato e sempre elegante.

Cosa presenterete all’evento SIA Rooms?

Il nostro progetto si chiama “Sine loco”.

Abbiamo studiato una camera dentro un cubo di vetro autoportante completamente attrezzato (anche con un bagno simile a quello delle roulotte), che si monta come una veranda in qualsiasi luogo.
Lo abbiamo pensato per esplorare tutti i luoghi del mondo.

Per SIA Rooms lo abbiamo ambientato sotto la strada coperta di Vigevano, che dal Castello va fuori città, e che Ludovico il Moro usava per uscire a cavallo.