NUOVE SEDIE PER NUOVI LAVORI

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NUOVE SEDIE PER NUOVI LAVORI


Apertura. Innovazione. Sostenibilità. Confronto.

Queste alcune delle parole chiave che sono state evidenziate e condivise nella serata del 28 giugno, durante la prima serata del nostro ciclo di incontri denominato #saperfarefarsapere - L’Accademia Veneta Sedie, che ci ha visto interagire, all’interno del nostro showroom, con alcuni giovani professionisti del mondo dell’innovazione.

Davanti ad una platea curiosa ed interessata, si sono alternati in un intenso ed accattivante dibattito esponenti dei settori dell’innovazione industriale e Simone Rosa, che ha fatto da padrone di casa rappresentando e raccontando l’esperienza di Veneta Sedie in tutte le sue sfumature.

Ospiti della serata, Barbara Comuzzi, designer specializzata in tessuto e insegnante alla NABA e alla Domus Academy di Milano, e Valentina Temporin, architetto, presidente e project manager del laboratorio di manifattura digitale PoPlab, che si occupa di ricerca e sviluppo per aziende legate ad architettura e design.

A fianco a loro, Veronica Magli di De-LAB, centro veronese che opera negli ambiti del Business Inclusivo, dell’Innovazione Sociale e della Comunicazione Sociale d’impresa, che ci guida ormai da alcuni mesi in questo percorso di sostenibilità aziendale che abbiamo deciso di intraprendere e del quale L’Accademia Veneta Sedie è soltanto una tappa.

“Il nostro lavoro, la passione e la cura con la quale produciamo le nostre sedie, incontrano il rispetto dell’ambiente e del territorio che ci circonda: vogliamo rendere visibile a tutti quanto questi siano per noi valori strategici e identitari, messi al centro di un confronto diretto con la nostra comunità” così ha esordito Enrico Rosa presentando la serata, aprendo subito ad un ragionamento condiviso su come oramai l’innovazione non riguardi più soltanto il prodotto in sé, ma coinvolga tutto il processo produttivo.

“Innovare senza considerare tutto il ciclo di produzione, dalla scelta dei materiali, all’attenzione verso la loro provenienza, dalla sostenibilità energetica all’ottimizzazioni dei processi al riutilizzo degli scarti di produzione, non è più possibile” ha spiegato Barbara Comuzzi, citando alcuni esempi virtuosi che ha incontrato nel suo lavoro e trovando il consenso nell’esperienza di Valentina Temporin, che ha posto l’accento anche sul fattore contaminazione: “Nel mondo della manifattura digitale il processo è fondamentale, ma se non è partecipato e condiviso da tutti gli attori rimane sterile.”

“L’apertura è fondamentale in questa fase del nostro percorso, ed è l’elemento che ci ha sempre caratterizzato e nel quale crediamo fortemente, oltre che essere la nostra chiave per esprimere il Made in Italy nel mondo” ha concluso Simone Rosa, ripercorrendo alcuni momenti importanti della realtà di Veneta Sedie, resi possibili soltanto grazie alla volontà dell’azienda di intessere reti solide sul territorio, confrontandosi sempre in modo trasparente con i propri interlocutori.

Al centro di questo stimolante dialogo, anche un’esperienza sensoriale proposta da Barbara Comuzzi, che ha lasciato interagire gli ospiti con alcuni campioni di tessuto con i quali lavora quotidianamente, spiegandone le caratteristiche principali e i rispettivi virtuosismi, a partire dalle pratiche di lavorazione e contestualizzabili al mondo della sedia.

Serata colma di argomenti e spunti di riflessione, che ha visto una platea molto coinvolta ed interessata, decisa ad approfondire anche nel momento successivo al dibattito, che ha dato spazio ad un confronto diretto con i relatori attorno ad una degustazione di prodotti dell’eccellenza locale: la frutta dell’Azienda Agricola Marcon di Montagnana, i prodotti da forno del Panificio al Gran Forno Di Zorzan Stefano di Urbana, il vino Prima Luna, Viticoltori Ponte al Masero, lo Spritz delle Basse realizzato con succo di mele al 100% da mele biologiche di Castelbaldo, Bitter, Vino Malvasia Bianco, Viticoltori Ponte al Masero e la birra SCHIVANOIA del Birrificio Agricolo Busa dei Briganti di Cinto Euganeo.

La nostra principale soddisfazione, rispetto a questo evento e nei futuri momenti di condivisione con la nostra comunità, deriva principalmente dal riscoprirci in prima persona attori del cambiamento, che nel nostro caso significa, come ha sottolineato in chiusura Veronica Magli di De-LAB, “cambiare prospettiva ed abbracciare e condividere una dimensione aziendale non più soltanto economica ma caratterizzata da una forte responsabilità sociale, oltre che sostenibile a livello ambientale.”